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Ultime dai Palchi – Gennaio/Febbraio 2017

Ultime dai Palchi – Gennaio/Febbraio 2017

Com’è iniziato questo 2017? Ecco qualche indizio proveniente dalle nostre gallery di gennaio e febbraio, per una scorpacciata totale: iniziamo con i General Stratocuster and The Marshals, Francesco Motta, Diaframma, Nobraino, The Black Veils, Dente, The Temper Trap, Marlene Kuntz. E ancora The Dandy Warhols, Francesco di Bella, Emiliana Torrini, Me First and the Gimme Gimmes, Giorgio Poi e una strepitosa Angela Baraldi. E tanti, tanti altri ancora!

Ratlock: “Di notte non dormo – mantengo i miei sogni”

Ratlock: “Di notte non dormo – mantengo i miei sogni”

Tutto può succedere. E accade anche che Gabriele Biondi, “Rata” dei Casino Royale (tromba, melodica e percussioni dal 1994) decida di fare un disco, raccogliendo numerosi spunti e bozze buttate giù durante l’ultimo tour della band. Un disco che ha preso forma insieme a Geppi Cuscito, anche lui nella formazione da alcuni anni. Il progetto a cui hanno dato vita si chiama Ratlock, un progetto fortemente voluto: personale, schietto, imperfetto, e allo stesso tempo molto contaminato, ricco di riferimenti. “TUTTO VERO!” (RatRecords 2016) il titolo dell’album: con l’accento di Sandinista! dei Clash, riferimento che Rata dichiara già nella presentazione del disco.

Mood – Out Loud

Mood – Out Loud

Francesco e Daniele, Chitarra e Batteria. Ventenni senza palco, e neppure impianto – volutamente. Così da abbattere quelle distanze utili ad una mitologia concertistica forse ormai sopravvalutata – anche se il “piedistallo” in sé continua a stimolare le credenze pagane di un presunto interloquire fra artisti e divinità: e che lo vogliate o no, a voi (e anche a me) continua a piacere. Del resto siamo tutti in cerca di verità. Lo sono anche questi due giovinotti di Finale Emilia (MO), solo che loro se la vanno a cercare in mezzo alla gente; attenzione però a non confondere la compassione di Cristiana memoria con gli intenti bellicosi dei Mood, perché la comunione potrebbe sfondarvi le orecchie.

Sleaford Mods – English Tapas

Sleaford Mods – English Tapas

Dai, assaggia le tapas inglesi! Abbiamo uova sode, patatine, cetriolini e anche i montaditos britannici alla carne! Grottesco, vero? Abbastanza. La leggenda dice che Andrew Fearn (l’addetto “ai suoni” degli Sleaford Mods) abbia visto un menu più o meno di questo tenore sulla lavagna di un pub. Ecco, a quel punto non ha più avuto dubbi sul titolo da dare all’album. Grottesco, appunto. Questo è il senso di tutta la questione: le miserie della Gran Bretagna. Oggi più di prima.

Gazebo Penguins – Nebbia

Gazebo Penguins – Nebbia

Chi vedeva nei Gazebo Penguins una versione più facilona e zuccherosa dei FBYC (guarda caso usciti qualche giorno fa col nuovo lavoro) dovrà ricredersi. Alla luce di vari ascolti, il pensiero è che “Nebbia” sia un disco profondamente amaro e triste. Prima si è parlato di “capolavoro terminale” perché in qualche modo (con l’artwork, col titolo, con le sue canzoni) riassume definitivamente gli umori e pure gli stilemi di tutto un genere, forse di tutta una generazione.

Oscar Del Cinema 2017: La La Land (di Trump)

Oscar Del Cinema 2017: La La Land (di Trump)

Chiacchierando sulle metodologie di scelta e sulla composizione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, si rischia di sforare nell’ecclesiastico. Del resto, la scelta del miglior film è di per sé una decisione per cui invocare (giustamente) lo spirito santo, un tipetto che in genere mantiene sempre un occhio (populista) di riguardo per le tematiche sociali, riservandosi il compito di trollare milioni di ascoltatori al fotofinish, ma anche dopo: una cosa questa di cui speriamo Sorrentino abbia preso nota per la seconda stagione di The Young Pope.

At The Drive In: nuovo album e secondo singolo

At The Drive In: nuovo album e secondo singolo

Mentre riverberano ancora nell’aria le lodi per ‘Governed By Contagions’ (rilasciato a dicembre), gli At The Drive In ci svelano un nuovo brano dal titolo ‘Incurably Innocent’ che precede l’uscita il 5 maggio 2017 dell’album in • ter a • li • a, atteso da ben 17 anni. Su Rise Records (BMG, distribuzione Warner). Cedric Bixler-Zavala, voce della band, descrive “Incurably Innocent” come: “un brano sul tema dell’abuso sessuale e sul riuscire finalmente ad affrontarlo e parlarne”.

Umberto Maria Giardini – Futuro Proximo

Umberto Maria Giardini – Futuro Proximo

Resta una curiosità: e se questo disco, così grintoso e inaspettato, fosse una promanazione di quel famoso “Forma Mentis”? Di quel tanto vociferato e mai pubblicato album psych/stoner del fu Moltheni? La nostra immaginazione ne ravvisa qualche traccia, di quel capitolo mai ascoltato. E poi l’imperitura certezza che sì, dannazione, viviamo nell’epoca delle passioni tristi e ci vivremo finché polvere sarà di noi. Ad ogni modo “Futuro Proximo” è un decoroso scrigno di canzoni concise (perlopiù), variegate, di cullanti melodie, di parole nemiche dei luoghi comuni. E fa ben sperare, anche se il futuro è già passato.