Apparat, un live chiacchierato. Anche troppo [Roma – 04.11.2011]
Il pubblico di Apparat si divide. Chi approva le nuove sonorità più acustiche, e chi rimpiange i djset… tutti concordi però nel condannare l’acustica ed un pubblico troppo rumoroso…
Il pubblico di Apparat si divide. Chi approva le nuove sonorità più acustiche, e chi rimpiange i djset… tutti concordi però nel condannare l’acustica ed un pubblico troppo rumoroso…
Questo Era extrana è il parto di una mente brillante e un animo sensibile, però ancora ingabbiato in uno stile che per il momento non riesce o non vuole modificare più di tanto
La nuova rubrica curata da Cosimo Alemà, mensilmente andrà a proporre i video più interessanti del circuito indipendente internazionale, per dichiarare con forza che il videoclip è una forma d’arte!
Senza alcuna ombra di dubbio questa volta M83 è riuscito a far impazzire la critica quanto gli ascoltatori detrattori, forse grazie al fatto di essersi sbilanciato per bene aggrappandosi alle fonti di ispirazione del passato migliori che aveva.
I Kasabian non si prendono sul serio e ne esce qualcosa di buffo e godibile al tempo stesso, che si appoggia solo in parte al solidissimo predecessore, conservandone il piglio ed implementandolo con la spacconeria di una band che ormai è del tutto priva di freni inibitori.
Abbiamo deciso di parlare di emergenti, di autoproduzione vera e di vera indipendenza. Lo abbiamo fatto chiedendo ai musicisti e agli addetti ai lavori che abbiamo incontrato per strada di farci il punto della situazione sullo stato attuale della musica indipendente italiana
Una disomogeneità che non si riduce al semplice fattore temporale; seppure viviamo in un’epoca retromane che si alimenta di vecchia sicurezza e qualità, questo non giustifica un’ opacità di contenuti artistici, di originalità reale.
Novembre, cadono le foglie, le giornate più corte e un altro anno che si avvicina alla fine, i consigli dell’orodiscopo per arrivare indenni a Natale
In occasione del Supersound 2011 abbiamo deciso di parlare di emergenti, di autoproduzione vera e di vera indipendenza. Lo abbiamo fatto chiedendo ai musicisti e agli addetti ai lavori che abbiamo incontrato per strada di farci il punto della situazione…
Un disco monocorde e lento nel suo ascolto. Tendente ad un’approssimazione stilistica che non fa apprezzare i camaleontismi di un’artista che aveva dato prova di ben altra fattura. Sarà la vera pelle di Nika o ci aspettano altri cambiamenti?
Dedication è un disco sintetico. Un disco racchiuso in sé e per questo completo come poche altre opere, capace di eclettismo e di un intimismo notturno senza epicismi e retoriche.
Da un punto di vista critico si arriva schiacciati, non solo da un gusto stilistico ormai già vissuto pienamente dalla musica degli ultimi anni, ma soprattutto da un continuo gioco di deja vu incanalato tra una fitta rete di specchi.
Tempo di stroncature dopo tanti consigli, questa volta cerchiamo di tenervi alla larga dalle deludenti prove di The Rapture, Bodies of Water e The Drums, lettore avvisato…
La nuova rubrica curata da Cosimo Alemà, mensilmente andrà a proporre i video più interessanti del circuito indipendente internazionale, per dichiarare con forza che il videoclip è una forma d’arte!
Siamo di fronte quindi a un disco pregevole, prodotto con un’evidente maestria e attenzione ai dettagli, ma che con un po’ più di coraggio avrebbe consegnato ai Ladytron le chiavi per l’accesso all’olimpo dei gruppi synthpop/dark