The Kilowatt Hour @ Auditorium Parco della Musica (Roma)
Un triumvirato stellare che non è riuscito a risplendere se non di luce riflessa.
Un triumvirato stellare che non è riuscito a risplendere se non di luce riflessa.
Al loro terzo album i Glasvegas si rivelano per quello che sono, finalmente liberi dalle mani della Sony: un intimo sguardo sulla quotidianità. Si torna ai tempi degli esordi, quelli che facevano venire la pelle d’oca, quelli di Daddy’s Gone, noi per celebrare la loro uscita settembrina ci siamo fatti una chiacchierata con il cantante James Allen.
Deer Tick, una band che in pochi anni è riuscita a richiamare su di sé un’attenzione non indifferente anche per meriti secondari. Negativity nasce in seguito a quello che fu per McCauley un annus horribilis a causa dell’arresto del padre, la cosa non poteva rimanere fissa nella realtà empirica di un artista come lui. Ecco cosa ci ha raccontato.
È tutta una questione di occhi, di sguardi e di piaceri che si perdono e che si ritrovano negli anni a venire in ciò che portiamo dentro: per Laura un bimbo. Un disco di orizzontale razionalità e verticale bellezza, come il perpendicolare intreccio di trama e ordito – gli elementi citati nel titolo – che ne delineano gli sviluppi.
Lo charme parigino di cui trasudano le undici canzoni è sempre di gran classe, tanto che il maestoso luccichìo sarebbe in grado di mascherare le più grandi povertà e proprie difettosità. Ma per essere eleganti in una serata di gala, non ci si deve permettere il ghiribizzo di azzardare, altrimenti si rischia lo scherno degli altolocati tutt’in tiro.
Rieccoci con le nostre stroncature senza appello. Stavolta rinviamo al mittente l’irritante esordio degli Irlandesi Funeral Suits e un poco convincente tentativo di plagio del compianto Elliott Smith che risponde al nome di Harper Simon.
Wounded a grandi linee è definibile come un’opera perfetta. Sette canzoni, cariche, dinamiche, distanti tra di loro e dal resto; arricchite dalla piacevole sensazione che si prova nello scoprire che il gruppo in questione è esordiente.
Registrato in un garage, dopo essere stato concepito in un camper, Tales From Terra Firma vuole essere metafora e racconto di viaggi, di passioni e scoperte. Un disco fifty-fifty. Metà conservatore, metà avanguardista. Metà bello, coinvolgente ,dolce e spensierato, e metà ripetitivo.
I British Sea Power confermano la loro poliedricità sfornando un disco che spazia tra situazioni oniriche, violini e cadenze tipicamente pop fino ad esplosioni postpunk. Niente di nuovo per i fan di vecchia data, ma una piacevole conferma. Non fatevi spaventare dall’orso in copertina, non morde. Anzi.
Un live che non fa che confermare l’ottima impressione dell’esordio di Woodkid e che, anzi, stupisce per la maturità e qualità di esecuzione e presenza scenica. Un concerto caloroso, spettatori attenti, partecipi e Woodkid sempre pronto a donare qualcosa di unico.
Woodkid è qualcosa di più. È Antony and the Johnsons che collabora con Tolkien. È pura introspezione e al contempo astrazione.
Nel pieno della sua ascesa musicale, abbiamo avuto l’onore di incontrare, in occasione del concerto tenutosi a Roma al Circolo degli Artisti, l’esordiente Thimothée Regnier in arte Rover.
L’unica rubrica che vi aiuta a scegliere cosa NON ascoltare è tornata, questa volta vi il diabetico l’indie-folk dei Thao & The Get Down Stay Down, la fastidiosa “furbata” dei Delphic e torniamo anche un po’ indietro con il passo falso di Fake Blood.
I Palma Violets, esordienti di questo giovane 2013 portano la giusta dose di rabbia e distorsioni, scanzonati e fighetti quanto basta, il nostro gruppetto si muove tra ondate punk alla Ramones e dinamiche alla Strokes
I Sadside Project hanno tirato fuori un ottimo disco, Un disco di consonanze, come già indica il titolo dell’album, Winter Whales War, melodico al punto giusto con delle piacevolissime sorprese.