Jim James – Regions of Light and Sound of God
Tra un po’ di Bowie, un pizzico di Elton John e ritmiche alla Stereolab, quest’esordio suona un po’ gelido – nonostante musicalmente impeccabile
Tra un po’ di Bowie, un pizzico di Elton John e ritmiche alla Stereolab, quest’esordio suona un po’ gelido – nonostante musicalmente impeccabile
Si sa, Bird ci sa fare e Hands of Glory non fa che dimostrarlo. Certo un’Ep del genere non entrerà mai a far parte dei suoi lavori fondamentali, ma se si vuole approfondire questo personaggio geniale, beh, allora un ascolto lo merita tutto!
I Villagers tornano dopo tre anni dal fortunato Becoming A Jackal; ritmi incalzanti, i paesaggi, le note liberatorie che lasciano l’impotenza, la paura di un qualcosa di eccessivamente distante da noi; quelle terre lontane irraggiungibili narrate come solo gli Shearwater avevano saputo fare nella trilogia The Island Arc, colpiscono e si lasciano assaporare
Nel complesso la svolta è solo per metà portata a termine adeguatamente. Ci sono ancora troppi pezzi che non riescono a trovare il giusto respiro e che lasciano insoddisfatti
Melody’s Echo Chamber firma un disco pregevole, dalla carezzevole bellezza, sull’orma di un dream-pop di classe rivisitato con intuizioni e ispirazioni ampie
Di pezzi buoni, in quest’esordio ce ne sono, ma contestualizzando questo disco ai nostri tempi, bisogna notare che il cantautorato ha preso direzioni ben diverse da quella proposta dal giovane Bugg
Sono dodici universi, colmi di spiritualità, le canzoni di Bill Fay che compongono questo Life is People. Mille coloriture per descrivere la vita e quelle meravigliose creature che sono gli uomini, uniche certezze di questo mondo.
I TOY sono un gioiellino vivace, anche se non ancora perfetto. Attendiamo e ne godremo l’ascesa.
Questo Gossamer dei Passion Pit è un disco complesso, che dona un vago senso di claustrofobia insieme alla sua potenza vitale che fa ben sperare, visti anche i noti “disturbi bipolari” di Michael Angelakos
Tutto questo gioco di rimandi, stanno a dimostrare la grande capacità di Bischoff di sapersi adattare, o meglio, di saper uniformare la sua musica a stili tra i più distanti senza perdersi in giochi formali, ma puntando dritto alle emozioni.
Gli Eagles canticchiavano “Quando chiami un posto paradiso, digli pure addio” e noi prendendo esempio da questi ci lasciamo alle spalle questo capitolo deludente dei The Walkmen.
Un’esibizione impeccabile che la Calvi, abbracciata alla sua Stratocaster a mo’ di scudo, ha deciso di donarci.
Il nuovo Synthetica, è la classica formula che il quartetto power-pop continua fedelmente a riproporre, stavolta però con risultati abbastanza insoddisfacenti.
Arrivati alla nuova “innumerabile” produzione i The Wave Pictures ti si piazzano davanti, con tanto di camicia a quadrettoni e sguardo pietrificante, facendoti notare come, nonostante si auto-plagino da anni, riescano ancora una volta a farti venire lacrimoni e un sorriso divertito
Perfume Genius arriva alla seconda prova con un disco piacevolissimo che è un susseguirsi di fragili emozioni sigillate da parole appena sussurrate