The Hives – Lex Hives
I The Hives “fanno la loro cosa” senza troppa fantasia ma con sorniona convinzione, anche se questo album rischia di non sopravvivere all’estate…
I The Hives “fanno la loro cosa” senza troppa fantasia ma con sorniona convinzione, anche se questo album rischia di non sopravvivere all’estate…
Narcotizzato dalle liriche blaterate-sbraitate, con le ritmiche pluri-stoppate che mi ronzano in testa…
Idolatria goliardica a parte, nella Terra di Mezzo tra dark-throne, metal-melodie e litanie ancestrali, Burzum sembra, almeno in questa occasione, più che altro confuso.
Koloss è un disco dei Meshuggah e da Meshuggah: nessun assioma sconvolto, cifra stilistica ancora lacerante e tutto sommato ancora convincente seppure invariata
I Kap Bambino diventano l’emblema di una gioventù impegnata in una corsa sfrenata verso il Nulla, troppo veloce anche per guardarsi attorno e troppo spietata per consentire di fermarsi, di scendere dalla giostra.
La molteplicità di idee in campo necessita sicuramente d’una più matura messa a fuoco, ma il modus operandi degli olandesi promette buone cose.
L’immobilismo a volte spiazza (e paga) più del cambiamento: gli Offlaga non cambiano di una virgola e confezionano così l’album che non ci aspettavamo.
Lo show del Teatro degli Orrori non lascia molto spazio alle dicotomie di sorta, confermandosi uno due migliori in Italia: energetico, muscolare, stimolante, completo. Davvero evenemenziale.
“Sei a New York: se ce la fai qui, puoi farcela ovunque!” diceva Jack Nicholson in Qualcosa è cambiato : ritornano i Calibro 35, da New York con furore.
E se la cavano, nuovamente, alla grande.
Echo Ono è una pioggia di feedback liberatoria, presa in pieno viso correndo verso un riparo all’ombra d’un albero
Irresistibili alieni che nel giro di un’ora diventeranno i vostri migliori amici. Basta solo fermarsi e lasciarsi irretire dalle stringhe di ritmo e parole
Gli Aucan sono un mantra che parte dalle orecchie, annichilisce buona parte del nostro essere fino all’implosione dello stomaco
Un live di Tune-Yards è il giro del mondo in un’ora e mezza! Dalla neve osservata dalla finestra d’una cameretta in Canada alle tende appuntite della tribù Wagogo in Tanzania…
L’approccio ludico diventa satira del grottesco, l’atto sacrilego si fa avanguardia. Ora Bologna Violenta fotografa con un piglio così personale crudo e funesto questo Paese, e lo rende un meraviglioso incubo dal quali non ci si vorrebbe svegliare più.
Lo show delle Luci è senza sbavature e Vasco è tutt’altro che timido: introspettivo forse, ma capace di dialogare simpaticamente col pubblico