Joan of Arc – Life Like
Un’opera che per paura di sbagliare, per timore di non saper rappresentare pienamente il concetto artistico è caduta nell’incertezza e nel horror vacui.
Un’opera che per paura di sbagliare, per timore di non saper rappresentare pienamente il concetto artistico è caduta nell’incertezza e nel horror vacui.
Massimo Pupillo è conosciuto ai più come bassista degli Zu e Ardecore, ma è anche compositore ed ha collaborato con una marea di artisti ed etichette internazionali, insomma un’ennesimo esempio di talento da esportazione, che ci ha regalato i 10 cd che sta ascoltando in questo periodo…
Un disco monocorde e lento nel suo ascolto. Tendente ad un’approssimazione stilistica che non fa apprezzare i camaleontismi di un’artista che aveva dato prova di ben altra fattura. Sarà la vera pelle di Nika o ci aspettano altri cambiamenti?
Dedication è un disco sintetico. Un disco racchiuso in sé e per questo completo come poche altre opere, capace di eclettismo e di un intimismo notturno senza epicismi e retoriche.
Da un punto di vista critico si arriva schiacciati, non solo da un gusto stilistico ormai già vissuto pienamente dalla musica degli ultimi anni, ma soprattutto da un continuo gioco di deja vu incanalato tra una fitta rete di specchi.
È un ruffiano John Maus. Lo è sempre stato. Un amore viscerale e non programmato, ma vissuto dentro la scatola cranica come tra i peli del corpo…
I ragazzi di Frisco hanno saputo mantenere la loro idea artistica e riportarla avanti, senza escamotage fuori luogo, e continuando nel loro viaggio personale tra le porte della percezione.
Nonostante tutti i possibili problemi che hanno afflitto questa nuova edizione del Moonlight, il festival si è riconfermata realtà vivida e creativa. Un’ ottima di una realtà che, unica nel suo genere in Italia, riesce ad allargarsi e a far collimare professionalità e originalità.
Un album che se ascoltato, scordandoci di cosa sono stati i The Feelies, diventa un disco da ascoltare e ri-ascoltare più volte. Malizioso e giocoso come pochi.
Ecco pubblicata un’intervista fatta ad inizio 2011 ai The Death of Anna Karina, e mai pubblicata.
Il gruppo ci parla del disco Lacrima/Pantera uscito a Marzo per Unhip Records
Non si può certo rifuggire ad una parola necessaria per definire la volontà artistica dietro quest’ultimo disco dei Fucked Up: Rock Opera.
Un disco puro nella sua maniacale creatività e che riconferma l’estro patologico-artistico di questo ensemble.
Glass Drop è un simbolo del divenire della band nel senso più simbolico e come tale altalena ripetizione autocitazionistica e invettiva creativa.
Ci vorrebbe un calumet di polaroid e pellicole in 8mm per raccontarvi la straordinaria atmosfera che si respirava
Synth appena accennati e minimali, chitarre dominate da un feedback appena controllato, in un disco californiano, in cui oscurità ed ombre si devono cercare dietro le paranoie