Massimo Volume – 18/11/2010 @ Hiroshima Mon Amour [Torino]
Le canzoni dei Massimo Volume non si cantano: si ascoltano e, casomai, si urlano.
Le canzoni dei Massimo Volume non si cantano: si ascoltano e, casomai, si urlano.
Small Craft On A Milk Sea è un’opera per forza di cose disomogenea e fragile, che nasconde e persegue un’idea sterile di creazionismo, ma che, presa tra le mani, fa pesare la sua fragilità e le sue visioni distorte, con la gravità delle sue affabulazioni.
Un’esibizione coinvolgente, fatta di sapienti esplorazioni acustiche e tumultuosi incanti strumentali, totalmente avvolti dalla suadente “nebbia” sonora.
i francesi per l’ennesima volta dimostrano di considerare la Cultura, più precisamente l’Industria Culturale, come una cosa seria, da difendere e sostenere con risorse pubbliche.
Il dubbio strisciente è che fare musica sia diventato così di moda che anche i figli di papà vogliano gestire l’arte come degli imprenditori e non come degli artisti.
Un album che è una caramella di quelle moderne, in cui la freschezza sta comunque sempre sotto uno strato di qualcosa, l’effetto balsamico non è l’involucro ma il cuore della faccenda. Una caramella che abbiamo ritrovato nella tasca di quella vecchia giacca che avevamo dimenticato di avere e abbiamo messo subito in bocca sperando non fosse naftalina.
Per trasformare i vostri auricolari nei più potenti amuleti…
Visual Art, intensità acustica, ottima fusione di laptop e strumenti, originale presenza scenica, sono l’eccellente sintesi di una serata dal “tocco” Post- Moderno.
L’insieme scorre dosando punteggiature e astrazioni in modo forse non del tutto incisivo, forse non scontato ma decisamente poco stimolante
Tra il comeback istituzionale e il ritorno alle radici, i Massimo Volume scelgono la terza via: un disco-confessione, un ritratto allo specchio.
Le prime pioggie, le foglie cadono, ci si prepara all’inverno ed è un momento difficile, meglio seguire i consigli del nostro orodiscopo per affrontarlo al meglio
e opinioni dopo i concerti di Kaki King e Cocorosie, tra chi ricorda sentimenti, chi non approva la svolta hip-hop, e chi, infine, va in paranoia
Scopri come ti gira!
Ma come si fa a suonare stoner qui in Italia se Nada viene considerata ancora una grande artista se ce la ritroviamo imbucata a concerti non suoi e Morgan canta Gino Paoli?
Ultimo atto di un’ennesima trilogia del dolore, Tomorrow Morning è il disco della rinascita, il sereno dopo la tempesta ed è quanto di più prossimo al concetto di dream pop che avremo mai modo di sentire dagli Eels.